martedì 22 maggio 2012

Le organizzazioni Sindacali CGIL, CISL, UIL, FIALS di categoria fanno propria la spontanea iniziativa dei lavoratori dello spettacolo che il giorno 28 maggio porteranno in piazza SS Apostoli e sotto la sede del Ministero, a Roma, la musica italiana per reclamare la difesa di un patrimonio dei cittadini e diffonderla secondo i dettami dell’articolo 9 della Costituzione Italiana.
Le Organizzazioni Sindacali invitano tutti i lavoratori delle Fondazioni Lirico Sinfoniche, della musica, dello spettacolo e tutti i cittadini alla partecipazione perché questa giornata dica NO alle leggi e ai decreti contro la cultura, prima fra tutte la Legge 100, per rimuovere l’insensibilità al rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di settore e quella di un apparato istituzionale che, tagliando i fondi a sostegno della cultura, mortifica la crescita dell’uomo nella società.
Entro domani sarà diffusa dettagliata programmazione della giornata di mobilitazione.
Roma, 21 maggio 2012
p. LE SEGRETERIE NAZIONALI
SLC-CGIL FISTeL-CISL UILCOM-UIL FIALS-CISAL
SLC-CGIL FISTeL-CISL UILCOM-UIL FIALS-CISAL
Via Ofanto, 18 00198 Roma Via Palestro, 30 00185 Roma Via Tor Fiorenza, 35 00199 Roma Via Montebello, 39 50123 Firenze
Tel 06 8411288 – Fax 06 8546780 Tel 06492171 – Fax 06 4457330 Tel 06 8622421 – Fax 06 86326875 Tel. /Fax 055 212439

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La Scala e la legge 100.

MILANO  Orchestra della Scala sul piede di guerra. Questa volta il motivo dell’agitazione - scrive oggi La Repubblica di Milano - è il divieto di tenere concerti al di fuori del teatro che il ministero dei Beni Culturali impone ai professori dal 1° gennaio. Due giorni fa al sovrintendente Stéphane Lissner è stato consegnato un documento firmato da 75 orchestrali su 110, cioè circa il 70 per cento, nel quale viene comunicato che «verrà ripresa, in modo unilaterale, l’attività esterna». 
«Si tratta di un atto di insubordinazione che verrà valutato ai sensi della legge e del contratto» spiega Lissner.
Il divieto di concedere permessi è stato imposto dalla legge 100 del giugno 2010, che ha ratificato un decreto introdotto qualche mese prima da Sandro Bondi, allora ministro dei Beni culturali. Oltre a prevedere l’autonomia gestionale per le fondazioni liriche virtuose, cioè con bilancio in pareggio, la legge dice che, in assenza di contratto nazionale (che manca da parecchi anni) dal 1° gennaio 2012 i teatri non possono più concedere ai musicisti i permessi per l’attività esterna.
«Intanto ci devono spiegare cosa c’entra il contratto nazionale coi permessi — sostengono gli orchestrali — . In secondo luogo temiamo che la revoca sia solo il primo passo per un giro di vite durissimo: blocco dell’integrativo e taglio degli stipendi. Un modo per tenere al guinzaglio le masse più pericolose, perché è chiaro che qui tutti i grossi cambiamenti sono partiti dall’orchestra». Certo, con l’ottenimento dell’autonomia, la Scala potrà avere regole proprie, più adatte alle esigenze specifiche, ma i tempi si sono allungati a causa di alcuni rilievi che il ministero ha fatto al nuovo statuto.
«Nel frattempo ho inoltrato una richiesta di deroga al ministro sulla questione permessi — specifica Lissner, che ha risposto personalmente con una lettera a tutti i firmatari del documento — . Non posso e non voglio contravvenire alla legge. Conto comunque che nella prossima seduta del Consiglio di amministrazione il nuovo statuto verrà approvato, e che poi nel più breve tempo possibile diventi operativo. L’unica possibilità perché la Scala funzioni è l’autonomia». Anche se gli orchestrali continuano a criticare il suo operato: «I sovrintendenti di Santa Cecilia e Torino, Cagli e Vergano, si sono espressi contro la legge e contro questo provvedimento. Alla Scala nessuno ha detto nulla».
In realtà Lissner - scrive ancora La Repubblica - ritiene che sia «sbagliato bloccare i permessi» perché l’attività esterna dei musicisti, come solisti o in formazioni da camera, arricchisce la loro esperienza e si riverbera positivamente sull’orchestra: «Noi abbiamo un regolamento serio e articolato per la concessione delle autorizzazioni che funziona benissimo, e capisco la rabbia dei professori che da un giorno all’altro se le sono viste negare. Ma il loro atto di ribellione mi è parso sproporzionato».

http://www.giornaledellospettacolo.it

martedì 13 marzo 2012

Petruzzelli....parentopoli?


Parentopoli, il video del Pdl

"Ecco la Parentopoli del Petruzzelli". Il Pdl rivela la lista dei dipendenti della fondazione lirica con legami di parentela con sindacalisti della Cgil e con esponenti dei partiti che sostengono il sindaco. La denuncia è contenuta in un dvd nel quale, insieme alle immagini di Emiliano, ripreso da Repubblica Tv, che arringa i lavoratori davanti al teatro, scorrono nomi e relative parentele. Per questo il Pdl chiede a gran voce le dimissioni di Michele Emiliano. "Il sindaco - accusa il coordinatore cittadino del Pdl, Luigi D'Ambrosio Lettieri, insieme con i parlamentari e i consiglieri regionali del partito - aveva promesso davanti ai lavoratori che avrebbe lasciato la guida della città se fosse stata dimostrata una sola assunzione per appartenenza politica. Di fronte all'evidenza delle prove, ha adesso il dovere di mantenere la parola e di dimettersi".
di Raffaele Lorusso

http://video.repubblica.it/edizione/bari/parentopoli-il-video-del-pdl/90041?video

domenica 19 febbraio 2012

Teresa e la paga dell’indifesa (Cronaca sanremese di un’artista aggiunta)

Elena Bibolotti per Informare Per Resistere


E anche questa volta ce l’abbiamo quasi fatta,
qui dan per vincitrice Loredana che è una matta
ma che ieri da quel palco ci ha fatto emozionare,
cantando con il cuore una canzone d’amore.

Eh sì è proprio vero, io sono qui a Sanremo
per guardare da vicino la gara che vedremo.
Per me nessun ingresso, nessun passi giornaliero,
nemmeno per le prove, per dire che io c’ero.

Mai poi girando sola tutt’attorno all’Aristòn
ho fatto conoscenza con un tizio, un tale Wong.
Wong che è un filippino ed è certo un gregario
mi apre una porta dell’ingresso secondario.

Da qui posso vedere la macchina infernale
che muove di Sanremo la kermesse stagionale.
La sala è sempre piena di agenti e produttori
che muovon gli ingranaggi di ciò che appare fuori.

Ma non son certo loro della gara il motore
ma quelli che la musica la fanno con il cuore.
Chi sta lì nella buca da un mese a eseguire
è certo assai più bravo di chi si sa esibire.

È gente diplomata, sono professionisti
che qui vengon trattati con paghe molto tristi.
D’Alessio porta i dolci, Morandi li ringrazia
ma questo è troppo poco per tanta ingiustizia.

Le otto ore al giorno di gran lunga superate
ma qui nessuno vede le paghe aumentate.

Ho visto una tizia che piangeva per le scale
stanca e abbrutita per lo scotto da pagare
-son musicista aggiunta!- mi dice sottovoce
guadagno mille e due e sto qui sulla croce.

Milleduecento euro è la paga per un mese
che fan cinque euro l’ora al netto delle spese.

Quaranta euro al giorno per l’artista “aggiunta”
che dal Padrone deve sentirsi anche unta.

Nulla andrebbe avanti senza questi musicisti,
che stanno dietro e sotto quelli che chiamano artisti.

La tizia poi mi ha chiesto se potevo evitare
di raccontar la storia e di non denunciare.

Ma devo raccontare di chi sta sotto padrone
e di chi s’intasca i soldi e poi fa il furbacchione.

Alcuni anni fa ci hanno provato a contestare
ma poi come succede nulla si è voluto fare.

Ne ero quasi certa ma ho visto confermata
l’idea che qui in Italia la gente vien sfruttata.

Il nuovo schiavismo si basa sul ricatto
se tu ci stai è bene sennò si rompe il patto.

-Di artisti come te ne trovo a centinaia
se provi a dir qualcosa non sei più necessaria-.

Ti devi accontentare, non devi mai fiatare
corri per pranzare e devi esser puntuale
se vuoi tra un anno, forse, vederti confermare.

Per la paga misera che è sempre più vitale
non devi parlare e non ti devi lamentare
devi sgobbar sodo, stare zitto e non fiatare.

Perché pé stò lavoro devi anche ringraziare
e stare ben lontano da un discorso sindacale.

Perché è una finzione, il marcio è dappertutto
non è solo questione di articolo diciotto.

-Ma a noi che ce ne frega della paga dell’artista
guadagna qualcosina sempre più che uno stagista.

E poi parliamo pure dell’appalto capitolino
che porta qui a Sanremo il fatidico cestino.

L’ho detto anche a Wong che questo è un mistero
che portino da Roma il pranzo giornaliero.

È sempre un magna magna ma io vorrei capire
perché quel pane lì è duro da non dire.

Ma godiamoci in tivvù la saga nazionale
l’annuale Festivàl dell’italica canzone.

A noi dei musicisti non ce ne frega niente
infine ciò che importa è il gradimento della gente.

Paghiamo caché d’oro alla star nazionale
ma per chi non ha nome non c’è alcuna soluzione.

http://www.informarexresistere.fr/2012/02/18/teresa-e-la-paga-dell%E2%80%99indifesa-cronaca-sanremese-di-unartista-aggiunta/#ixzz1mlyAX14W